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Egitto - Crociera

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BROTHERS, DEADALUS, ELPHINSTONE


11 – 18 Ottobre 2008

Dopo una lunga ed estenuante attesa e frenetiche ricerche da parte del nostro insostituibile Segretario (Piero non smetteremo mai di ringraziarti abbastanza), finalmente lo yacht della nostra agognata crociera è stato trovato!

Eccoci qui, pimpanti, ma anche no!, alle cinque della mattina per il check in.

Ci siamo tutti, anzi no: manca Renzo, che è stato fermato dai carabinieri per un controllo alcolimetrico!

Tutti pronti, adesso? Magari … a metà di noi mancano le fototessere … e le relative monetine per poterle fare in aeroporto.

Bene, finalmente ci siamo: voliamo verso Marsa Alam allietati da una buona ed abbondante colazione.

Ma che gioia toccare terra! Peraltro, subito abbandonata a causa della famosa efficienza egiziana: un solo controllore dei documenti per almeno venti aerei stracolmi di stanchi avventurieri!

Usciti illesi, ma stremati da questa iniziale esperienza sul Mar Rosso, ci tocca sorbirci centocinquanta chilometri di pulmino alla volta di Hurghada, con relativo piacevole (?!) sottofondo musicale locale e relativa temperatura polare, per l’incomprensibile abitudine dei paesi caldi di avere l’aria condizionata a meno venti gradi!!!

Ok, finalmente sulla barca … e già qui le prime divergenze: chi la trova molto bella e confortevole e chi la trova solo discreta, perché diversa dalle foto di presentazione, e chi addirittura avrebbe voluto una suite imperiale con tanto di velina seminuda sul letto sempre molto disponibile (… vero Antonio).

La crociera inizia con una confortevole temperatura ed uno splendido tramonto … che vento, però! Forse questo è stato l’unico grosso inconveniente che ha provocato otiti, raffreddori, influenze, febbre malariche, scorbuto e acne (sì, forse ci siamo un po’ lasciati prendere la mano, ma sapete, i ricordi di viaggio si ingigantiscono ad ogni nuova narrazione!!! Sennò, che ricordi sono!).

Dopo questa interessante ed esplicativa ed esaustiva e simpatica e soprattutto breve premessa (miseria, che fiatone a leggere fin qua), andiamo a concludere la nostra narrazione.

Illusi …

Avete preso paura, eh?

Allora … eccovi la nostra giornata tipo, con ritmi quasi fantozziani.

Sveglia verso le cinque, dolcemente chiamati da due sonori pugni alla porta da parte dell’equipaggio (neanche i Navy Seals hanno questa alzata!).

Piccola colazione con tracannamento di the o gustoso caffè (del quale il nostro Presidente non smette di celebrarne le qualità (?!)

Prima immersione della giornata verso le sei, perfettamente equipaggiati e per niente assonnati: certo che si vedono di quelle facce …

Abbondante colazione con cucina internazionale e prodotti tipici locali: le OOOVA … celebre ed ovoidale pietanza egiziana, servita in mille varietà dall’onnipresente Sam e misteriosamente entrata a far parte del linguaggio della barca!

Abbrustolimento al sole con relativa e sacrosanta pennichella! Che qualcuno preferisce sostituire con una lenta chiacchierata all’ombra.

Seconda immersione verso le undici, con i singoli gruppi intenzionati a vedere più meraviglie e stranezze marine degli altri. Ma non c’è verso: per quanto i nostri gruppi si industrino nelle visioni subacquee (c’è chi giura di aver addirittura visto delle incantevoli sirene!), il piccolo gruppo dei Romani racconta sempre esperienze meravigliose ed imbattibili: mante, squali, tartarughe, delfini, balene, coccodrilli, navi fantasma e perfino un abitante di Atlantide in giro a fare spesa!!! Insomma, i consueti e veritieri resoconti che ogni gruppo di subacquei fa all’altro!

Finalmente il pranzo … a parte per Giorgio, che da grande asceta, si accontenta di una omelette ed un po’ di formaggio. E non dimentichiamoci del caffè post pranzo: una sonora rompitura di … timpani per gli innumerevoli sbattimenti di cucchiaini nelle tazzine, perché altrimenti non è buono!!! Voi e la vostra stramaledetta cremina!

Sigh, l’ultima immersione del giorno, a volte sostituita da una notturna, che però non tutti sono disposti a fare per la stanchezza o i vari malesseri.

Come immaginerete, durante le nostre avventurose immersioni abbiamo incontri indimenticabili: foreste di gorgonie, infinite distese di alcionarie, abbondanti branchi di barracuda, innumerevoli pesci Napoleone, enormi murene, frotte di pesci flauto, eserciti di carangidi, flottiglie di tonni e qualche pattuglia di squali capeggiati da vecchi generali del battaglione tartarughe. E c’è chi giura di aver visto un branco di squali martello … anche se alcuni di noi pensano che la visione sia dovuta all’ebbrezza da profondità!!!

Arriviamo infine ad alcuni aneddoti di bordo, non certo esaustivi!

Antonio, che d’ora in avanti passerà alla storia come il Grande Capo, indimenticabile per le sue imitazioni di Luis: “Mira, mira, mira, Longimanos, Longimanos”. Per non parlare dei suoi caldi inviti: “… ma te la sentito …” (sempre così premuroso?!).

Renzo ed il suo computer subacqueo. Tutti noi abbiamo ancora da capire che caspita sia successo! Prima di tutto, il computer era vero? Eppoi, era acceso? … ma la batteria, c’era? Insomma, mille quesiti che rimarranno nella mente di tutti per sempre irrisolti.

Rambo, il Romano con il suo onnipresente sorriso stampato sulle labbra, alla ricerca dell’ingresso per il centro della terra, arrivato a meno novantadue metri, con conseguente colpo apoplettico e successivo incazzo da parte dei compagni … peraltro onorevolmente imitato dal nostro Stefano arrivato a meno settanta metri, anche qui seguito dagli improperi del compagno (povero Grande Capo, sempre a sacrificarsi per gli altri: che istruttore esemplare!).

Blu Melody, uno yacht splendido, ma bastardo! Che sa regalare una incantevole traversata su un mare piatto verso le Brothers, ma anche donarti ore da incubo con l’intestino in mano durante la traversata verso Elphinstone.

Le Russe, debitamente immortalate da un curioso teleobiettivo!

Il rientro, siamo arrivati tutti, ma c’è mancato poco che uno di noi preferisse (?!) rimanere in aeroporto a Marsa Alam ancora un po’, vista la simpatia degli impiegati aeroportuali!

E pensate, che tutto questo è successo solo in una settimana!!!

Come concludere … un’esperienza indimenticabile, che sicuramente ripeteremo anche l’anno prossimo in una nuova splendida ed accogliente cornice: l’Antartide! (no, forse quella no, ma chissà …).

Arrivederci alla crociera dell’anno prossimo.

Buon mare.........da Silvia & Paolo                                                                    

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