blu diving club scuola subacquea corsi idea

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Egitto - Hurgada

Viaggi > Estero
 

2006 Hurgada

Anche quest'anno ci siamo immersi nelle calde acque del Mar Rosso. E' diventato ormai un appuntamento fisso di questo periodo, che si ripete volentieri tutti gli anni, cercando di coinvolgere amici e simpatizzanti del Blu Diving Club in queste magnifiche immersioni in luoghi conosciuti ma sempre diversi. Abbiamo fatto nuove scoperte, pesci, coralli, relitti, russe... e tanti nuovi amici che ci hanno accompagnato in questo viaggio in Egitto. Mariooo...patatinee, patatineeeee... che bello.
In attesa del servizio filmato e fotografico in DVD che daremo a tutti i Soci nella cena di fine anno, vi mostro alcune foto che ho scattato in quel di Hurghada.

Il traghetto Salem Express

NOME RELITTO: Salem Express - LOCALITA’: Hyndeman reef Safaga - TIPO NAVE: traghetto

NAZIONALITA’: egiziana - DATA COSTRUZIONE: 1976 - DATA AFFONDAMENTO: 16 dicembre 1991

LUNGHEZZA: 100 metri - LARGHEZZA: 18 metri - ELICHE: 2 eliche - STAZZA: 4.771 ton.

CAUSA AFFONDAMENTO: collisione contro reef - PROFONDITA MIN. E MAX.: 13 - 30 metri

PROFONDITA’ MASSIMA CONSIGLIATA: 32 metri - VISIBILITA’: buona - CORRENTE: media

GRADO DIFFICOLTA’ IMMERSIONE: media

DESCRIZIONE NAVE
Varato con il nome di Fred Scamaroni nel 1976, la nave è stata costruita nei cantieri Navales et Industrielles de la Mediterranee a La Seyne in Francia. Successivamente le venne cambiato nome in Nuits San Gorge. Soltanto nel 1988 le venne affibbiato il nome definitivo di Salem Express. Lunga 100 metri per 18 metri di larghezza con una stazza lorda di 4.771 tonnellate, la nave disponeva di 4 motori a 8 cilindri che operavano sulle due eliche principali e sulle eliche direzionali. I motori sono stati costruiti da Ch de L'Atlantique di La Seyne e producevano 14.880 cavalli.

STORIA
La notte del 16 dicembre 1991, il traghetto del Salem Express salpato dal porto di Jeddah in Arabia Saudita e diretto a Port Safaga, concludeva la sua navigazione a poco meno di 10 miglia dal porto di destinazione a causa di un imperdonabile errore da parte del suo capitano, andando ad urtare contro una piccola torre madreporica situata a poca distanza dalla barriera corallina di Hyndeman reef.
Di base a Safaga, il Salem Express ha da sempre fornito un servizio di traghettaggio fra l'Egitto e l'Arabia Saudita per i pellegrini diretti alla Mecca. Il suo capitano Hassan Moro che disponeva di una notevole esperienza di navigazione in Mar Rosso, prima di cominciare ad operare sulla rotta di Safaga per conto della Samatour Shipping Company inizialmente come capitano in seconda e dal 1988 come primo capitano del Salem Express, è stato docente presso l’accademia navale egiziana. Il 16 dicembre 1991, l'espresso del Salem Express cominciava il suo viaggio finale, un viaggio di quasi 450 miglia dal porto di partenza. Dopo il tramonto, il tempo si era notevolmente deteriorato con venti da nord che soffiavano fortissimo, era circa mezzanotte quando la nave si avvicinava ai reefs di Hyndeman, in tali circostanze atmosferiche era praticamente impossibile distinguere il reef dal mare e quella maledetta notte Hassan Moro per rientrare al porto di Safaga aveva deciso di seguire una nuova rotta costeggiando Hyndeman reef, questo gli avrebbe permesso di guadagnare oltre un’ora di navigazione sulla normale rotta. Il capitano navigava ad est del suo itinerario normale e fu proprio questo cambio di rotta con molta probabilità, la causa principale dell’incidente. Inizialmente lo scafo è andato a sbattere sul lato di dritta, l’impatto fu talmente violento da determinare anche la contemporanea apertura del portellone di prua nel quale erano parcheggiate tutte le automobili con il conseguente accesso di una impressionante massa d’acqua che ha decretato l’immediato affondamento della nave. Con la tempesta che non accennava a diminuire e la nave che cominciava ad inabissarsi, fra i passeggeri si era intanto generato il panico totale. Trascorsero solo 20 minuti dopo l’incidente prima che il Salem Express venisse inghiottito dal mare andando ad adagiarsi in 30 metri di profondità appoggiato sul lato di dritta. Nonostante la nave avesse una stazza superiore alle 1.000 tonnellate, s'inabissò troppo velocemente, lasciando purtroppo pochissimo tempo ai numerosi passeggeri di salvarsi. Dei quasi mille pellegrini imbarcati, oltre seicento perirono in questa tragica sciagura. Troppe vite sono state perse nel corso dell’affondamento, per alcuni, tuttavia, la prova più ardua doveva ancora venire nuotavano disperatamente per salvare le loro vite. La rapidità con la quale è avvenuto l’incidente e la poca dimestichezza dell’equipaggio, non ha dato modo di calare in acqua tutte le scialuppe di salvataggio. I sopravissuti si sono trovati da soli ad affrontare un mare in burrasca, 180 di loro sono riusciti a salvarsi grazie alla intensa corrente che per loro fortuna spingeva in direzione del reef di Hyndeman sul quale sono andati a cercare riparo. Ufficialmente alla partenza la nave registrava 650 persone di cui 578 passeggeri e 72 marinai ma purtroppo come spesso accade in questi casi, il numero di persone presenti a bordo era notevolmente superiore. Il capitano Hassan Moro seguì tragicamente la sorte della sua nave.

Torna ai contenuti | Torna al menu